mercoledì 13 giugno 2012

categorizzazione

sono nato e cresciuto in una zona in cui i soprannomi sono spesso più conosciuti ed usati dei nomi stessi. di alcuni conoscenti e parecchi compagni di scuola ho ignorato per anni sia il nome che il cognome; per me erano semplicemente castoro, cristosecco o mallory.
anni di militanza mi hanno portato a capire che non tutti i soprannomi sono uguali. le macro-categorie sono essenzialmente due: ci sono i soprannomi che potremmo definire "buoni" e quelli "cattivi".
i buoni si suddividono a propria volta in molti sottogruppi: soprannomi che derivano da difetti o particolarità fisiche (difetti di pronuncia, statura alta o bassa e via discorrendo); soprannomi che prendono spunto da abilità o doti uniche, ovvero da abitudini particolari ed inusuali (da cui "caccola", per citarne uno sulla cui origine non è opportuno soffermarsi); soprannomi ereditari (il primo "cristosecco" pare fosse il nonno del nonno del nonno di quello attualmente in carica) e molti altri ancora.
i soprannomi cattivi, invece, hanno la sola caratteristica di essere distruttivi. non mirano a valorizzare l'individuo (seppure per il tramite di alcuni difetti fisici che l'ironia popolare riconosce però come unicità, togliendo la patina di negatività) ma a distruggerlo, a ridicolizzarlo, a metterne in risalto le caratteristiche negative al punto da renderle le uniche in grado di identificarlo.
c'è un modo semplice ed efficace per capire a quale macro-categoria appartenga un soprannome: i soprannomi cattivi sono quelli usati a mezza bocca ed alle spalle del diretto interessato. quelli buoni vengono usati tranquillamente anche in sua presenza.
per esemplificare, tra i cattivi vanno annoverati tutti i soprannomi che gli studenti affibbiano ai professori, o gli impiegati frustrati ai propri capi, gli elettori di parte avversa al sindaco neo-eletto, gli inquilini del primo piano agli inquilini del secondo e così via.
ora, io non sono una persona particolarmente solare o ciarliera, soprattutto con chi conosco poco. sono selettivo nelle amicizie e molto riservato in generale ma non credo di essere eccessivamente taciturno o di avere altre caratteristiche che mi possano far sembrare un soggetto asociale.
quindi, cari colleghi di mia moglie, ci tengo a dirvi che se vi becco a chiamarmi hulk in mia presenza, vi infilo una manichetta antincendio talmente su per il culo da farvi uscire l'acqua dal naso.
ma in amiciza.

10 commenti:

Rossana ha detto...

Ma che cosa dici?

Rossana ha detto...

Ma che cosa dici?

Rossana ha detto...

Ma che cosa dici?

filippo ha detto...

si vede che qui non viene mai nessuno... c'è l'eco-o-o-o-o....

:-)

Rossana ha detto...

E' 'sto cavolo di telefono. Ma il messaggio cosi' arriva di sicuro!

filippo ha detto...

...ro...ro....ro..

Io e Amelia ha detto...

Hulk è così negativo?
non sarebbe stato peggio se ti avessero chiamato che ne so... Cucciolo o Brunetta....?
In fondo Hulk un pò di timore lo incute....
Cos'è che ti ha fatto incazzare?

filippo ha detto...

mettiamola così: se fossi alto 1 e 98 (q. geldenhuys), avessi il 52 di collo (m. tyson dei tempi d'oro) e 225kg di massimale di panca (j. haskell dei tempi d'oggi) non me la sarei presa poi tanto... ma dato che sono come sono... :)

Tobacco ha detto...

C'è di peggio dai:
Conosco persone chiamate come: Gurzo(da mai dire gol), "cannemozze" , Pino Purcel (in dialetto milanese/lodigiano) e roba simile...
hulk passa quasi inosservato.

filippo ha detto...

non è il soprannome in se, ma l'intenzione...
comunque in seguito a questo post mi è stato riferito (si dice il peccato...) di un tizio di roma che, rimasto senza un orecchio, era stato ribattezzato "Er Tazzina"
...mica male...