lunedì 13 giugno 2011

...e venne il lunedi

la trasferta in germania ha riservato qualche sopresa.
arrivo in aeroporto, check-in, gate, pullmann, insomma la solita trafila.
arriviamo alla scaletta e un tizio con un gilet arancione (pericoloso!) e una radiotrasmittente in mano (pericolossissimo!!) ci dice sorry ma dovete tornare al gate sorry ma abbiamo un guasto per cui sorry ma questo volo è cancellato.
al tezo sorry capisco che sono cazzi. e infatti, cazzi furono.
il volo è l'ultimo della giornata quindi ci informano che saremo tutti graditi ospiti della compagnia aerea per la notte.
ci registriamo per il primo volo del mattino, saliamo sul pullmann che ci porta in albergo, facciamo il check-in in hotel, cena veloce, e si va a nanna a mezzanotte.
sveglia alle 4. volo alle 6.35.
alle 6.40 il gate è ancora deserto.
panico tra i presenti. finalmente alle 7 si palesa qualcuno per l'imbarco. stavolta si vola davvero.
arrivo a milano ad un'ora imprecisata. il mio cervello è sospeso da qualche parte sopra le alpi.
casa, doccia e via di corsa in ufficio.
a fine giornata rincaso in tempo per vedere la famiglia cinque minuti cinque e poi via di nuovo che si parte per il milano rugby festival.
alle 2 di notte finisco di elargire le ultime salamelle alla griglia. non mangerò carne di maiale per un mese.
alle 3 sono a casa. doccia. nanna. riesco a infilare ben 6 ore di sonno.
mi alzo, mi preparo e si riparte. sabato devo prendere servizio alle 16, ma già a mezzogiorno mi tirano dentro per altre salamelle. perdo di vista i nani e i nonni che vengono fagocitati dalla folla. metto il pilota automatico e in qualche modo tiro nuovamente le 2. torno a casa. alle 3 nanna. stavolta le ore di sonno sono di meno. mi sveglio alle 6.30 per prepararmi.
è domenica e si gioca.
alle 10 sono in campo. riscaldamento. le gambe rispondono con un'elasticità che al confronto i piloni di sostegno del golden gate sono di gomma. e siccome siamo un po' tutti nella stessa barca, gli avversari ci schiodano che è un piacere. pazienza, ci si diverte anche così.
torno a casa, doccia, pranzo coi miei figli (ho dei figli!!) e poi parto di nuovo con mia moglie (ho anche una moglie!!) per tornare al campo. alle 15 altra partitella. gli avversari sono tutti ex giocatori di serie A con un paio di ex azzurri. per rinforzo si sono portati anche un ex giocatore dei crusaders (nuova zelanda) che per chi non segue il rugby sarebbe come fare una partita di calcetto e ritrovarsi come avversario baggio o ronaldo, toh...
altra schiodata, ma un tantino più decisa.
:)
seguono birre di consolazione (per noi) e celebrative (per gli avversari).
alle 18 partitella padri e figli.
qui la sconfitta è d'obbligo :)
alle 18.30 prendo servizio. 4 ore di turno alla friggitrice (non mangerò patate fritte per un anno) e poco dopo le 22 stacco definitivamente. raccatto moglie e caponano e in qualche modo arrivo a casa.
doccia.
mi infilo in un letto sperando sia il mio. nessuno si lamenta. deve essere il mio.
perdo i sensi.
credo di essere ancora vivo, ma per averne la certezza dovrei aspettare ancora 48-72h
stay tuned.

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