mercoledì 9 marzo 2011

lati positivi

in effetti il mio lavoro alcuni aspetti positivi ce li ha. 
ieri avevo un appuntamento a mandello del lario. giornata spledida. sole. freddo. e allora decido che non vale la pena rinchiudersi dentro una macchina e me ne parto bello bello con la mia motoretta.
55km all'andata e altrettanti al ritorno. curve, curvette e curvoni che si fanno più stretti a mano a mano che ci si avvicina al lago.
arrivo con leggero anticipo e mi mangio pane e salame seduto su una panchina davanti al lago. 
faccio la mia riunione e scopro che il mio interlocutore (manco a dirlo) ha lavorato parecchi anni alla guzzi. si chiacchiera di moto, si parla di lavoro, e alla fine mi fa "eh, vabbè ma mica può arrivare fino a qui e poi non andare a vedere il museo della guzzi".
e allora, un po' per avere qualcosa da raccontargli, un po' per rubare qualche minuto al lavoro, seguo le sue indicazioni e passo mezzora a girare tra moto di ogni epoca.
la mia guida è un guzzista doc, molto competente e vero appassionato, con cui parliamo di freni, telai, forcelle, carburatori e mezzi "meccanici". da principio storce il naso quando gli dico di essere arlista, ma poi quando vede che gli sto dietro, quando capisce che ho una moto a carburatore e che la mattina perdo ancora tempo a "cicchettarla" e a scaldarla prima di partire, quando gli dico che il mio retrotreno del 2005 deriva da quello della guzzi norge degli anni 30, si scioglie e passiamo da una moto all'altra chiacchierando di record, di prestazioni, di differenze.
gli unici visitatori a parte me sono quattro inglesi che non parlano italiano, quindi monopolizzo la guida.
quando arriviamo all'ultima sala gli chiedo se posso fotografare una moto in particolare che ricordo di aver visto su qualche vecchia foto in bianco e nero. non ero ancora nato, ma mi pare proprio che sia lei.
lui si offre anche di farmi un foto mentre sono in sella, "sa non si potrebbe, ma tanto siamo tra noi..."
lo ringrazio e declino. tanto mi interessa la moto. lui ne ha una uguale con quasi trecentomila km all'attivo.
mio padre ha venduto la sua poco prima che nascessi.
belle così non ne fanno più. purtroppo nemmeno alla guzzi.

4 commenti:

Aurelio ha detto...

Pur toppo è vero di cose così non se ne fanno più.
Si chiamava V 7 SPECIAL detta la Mucca
erano solo bianche e nere.
Ho percorso 80000 km con la mia,poi per quieto vivere ho dovuto venderla.

filippo ha detto...

consolati pensando che se l'avessi ancora oggi probabilmente ti avrei convinto a farla diventare così

http://caferacerculture.blogspot.com/2011/03/guzzi-v7-racer-no-18.html

Tobacco ha detto...

Filippo, questa moto la vedo quasi sempre, è di mio suocero.... non me l'ha mai fatta provare.
Cambio a destra, prima in su il resto in basso, pedale freno a sinistra.
L'ha sempre tenuta da dio, ogni anno gli faceva il controllo rigoroso primaverile.

Adesso è ferma da 5 lunghisssssssimisssssimi anni, troppi per i miei occhi, troppi per una moto che ha da dare e fare lezione a tente altre. Sono "arlista" anch'io, ma certe moto sono fantastiche con un fascino infinito.

Ah che dolore al cuore se ci penso...

Tobacco ha detto...

L'ho rivista venerdì scorso... sotto le coperte in un agolino del casotto vicino al garage... che stratta al cuore...